Scettici contro ottimisti. L’Italia bipolare si schiera subito ai confini dell’affare Ronaldinho e si divide in due grandi blocchi. A capitanare i primi, un vecchio e sincero amico di Silvio Berlusconi e del Milan, Arrigo Sacchi, un tempo rivoluzionario della panchina, oggi opinionista mai banale. «Se Ronaldinho avrà le giuste motivazioni e sarà lo stesso di tre anni fa, allora potremo dire che si tratta di un buon acquisto»: sono queste le parole con cui l’ex ct di Fusignano accoglie le anticipazioni sulla trattativa del giorno. Non è l’unico, naturalmente. Perchè anche dentro la pancia del Milan si ascoltano giudizi non proprio esaltanti, tipo quello mai smentito e ripetuto più volte da Clarence Seedorf, uno destinato a rimetterci con l’arrivo del brasiliano, a perdere il posto o quasi costringendolo a riciclarsi come centrocampista. Gilardino, chiuso il cancello di Milanello, da Firenze, risulta in sintonia completa con Seedorf e ne ripete la definizione «una ciliegina ma non indispensabile».Dall’altra parte, lo schieramento è egualmente compatto e non si colgono defezioni. Persino un esponente del tifo concorrente, Evaristo Beccalossi, simpatia interista dichiarata, benedice l’operazione. «Uno come Ronaldinho si porta a casa, specie poi a quelle condizioni economiche apparse sui giornali» sostiene senza essere accusato di alto tradimento. Dello stesso avviso Cesarone Maldini, papà di Paolo, il capitano, uno che frequenta il mondo Milan e come capo degli osservatori ne conosce i gusti estetici oltre che gli umori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276442