News’s Weblog

Agosto 13, 2008

«Pronti a tornare a Bagdad» Ambasciate per 7 Paesi arabi

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Bagdad. Dopo la recente visita a Bagdad del monarca giordano Abdullah II e la relazione dell’inviato della Lega araba sullo stato della sicurezza in Irak, ben sette Paesi arabi si preparano a riaprire le proprie ambasciate. I Paesi che intendono ritornare in Irak sono l’Algeria, il Marocco, gli Emirati, il Bahrein, la Giordania, il Kuwait e la Siria. Queste nuove ambasciate potrebbero essere aperte già tra due mesi. «Il governo iracheno ha dato ampie rassicurazioni circa la protezione delle delegazioni diplomatiche – spiega una fonte diplomatica -. È allo studio la costruzione di un complesso nel centro di Bagdad dove far sorgere tutte le ambasciate che avranno un sistema di protezione dedicato». In questo momento ci sono a Bagdad 52 ambasciate, di cui solo quattro di Paesi arabi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282938

«Io a testa alta, altri non lo so»

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L’ex ct azzurro Roberto Donadoni è ritornato a parlare per la prima volta dall’avvicendamento con Marcello Lippi, nell’intervista andata in onda ieri sera su Sky Sport. «Sull’esonero non so se ci sia stata correttezza assoluta da parte di tutti. Io guardo in faccia una persona, dritta negli occhi, senza difficoltà. E se c’è qualcuno che abbassa lo sguardo perché è in difetto, non è certo il sottoscritto. Ci sono stati eccessi, fraintendimenti, situazioni poco chiare. Forse le cose sono state molto accelerate e mi aspettavo qualcosa di diverso nei modi. Mi piace molto la schiettezza e quindi il fatto di non scendere mai, o poco, a compromessi non mi ha aiutato». Donadoni ha rinunciato a mezzo milione di euro, per la propria dignità. «Non mi interessava avere una clausola che mi risarcisse. Per me allenare l’Italia era il sogno che si avverava e non lo legavo certamente al denaro». Il ritorno di Lippi lo lascia sostanzialmente indifferente: «Le cose sono andate in questo modo, io ne ho preso atto senza fare troppi discorsi o storie. Il prossimo scudetto? L’Inter è la squadra più forte, ma la Juventus è assolutamente pronta per tornare a vincerlo: la campagna acquisti è stata importante, nonostante i tifosi non siano soddisfatti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282987

Sicurezza, Famiglia Cristiana attacca ancora

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Strane e miserevoli cose accadono nell’Italia d’agosto, quando i cittadini riposano e i protervi pensano di poter cogliere tutti di sorpresa. Il colpo di mano, questa volta, è stato tentato dai giornalisti di Famiglia cristiana, che hanno abbandonato le cautele di una tradizione fatta di moderazione e di rispettoso colloquio coi credenti e sono passati alla pirateria mediatica, all’esasperazione dei toni, allo stravolgimento della realtà nazionale per imporre i loro livori politici di cattolici con la guida a sinistra.

Famiglia cristiana, dunque, pubblica un editoriale, opportunamente anticipato alle maggiori agenzie di stampa, in cui critica la politica della sicurezza varata dal governo. Le critiche sono sempre rispettabili e lecite, ma quelle mosse dal settimanale dei Paolini sono articolate con inusitato livore, con un linguaggio intollerabilmente catastrofico che rasenta l’insensatezza. Per Famiglia cristiana l’Italia, grazie alla legislazione nazionale e locale contro l’accattonaggio, corre il rischio di una «guerra fra poveri»: questa legislazione, sempre secondo il settimanale dei Paolini, fa dell’Italia un «Paese marciapiede», con «un presidente spazzino».

Non basta. Le misure adottate per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, che da anni l’invocano, sono sbrigativamente liquidate da Famiglia cristiana con un paragone insultante: l’impiego dei militari, per supplire alla carenza di tutori dell’ordine, viene liquidato così: «Neanche fossimo in Angola».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282687

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