(…) di cui potranno fruire anche giovani assistiti nei Centri Diurni. L’edificio, di proprietà del Comune, ospitava una scuola statale speciale intitolata al professor Vidoni, neurologo, e successivamente al professor Isola, pedagogista: entrambi dedicarono la loro vita ai ragazzi per l’inserimento scolastico. La Casa anni fa fu data in comodato gratuito alla Asl per realizzare progetti inerenti la disabilità. Con il progetto «Un sogno da vivere» se ne prese cura l’associazione «FA.DI.VI…e Oltre», (Famiglie Disabili Vidoni). L’«Oltre» sottolinea l’esigenza non solo di assistenza ma di altre iniziative per farne una vera Comunità. Più di due milioni di euro per la ristrutturazione sono stati reperiti con l’autotassazione di 16 famiglie titolari della struttura e con l’apporto di ogni contributo permesso dalla legge. FA.DI.VI nasce dalla preoccupazione di genitori i cui figli disabili hanno già superato la trentina: chi si occuperà di loro quando, venendo meno le forze, non potranno più farlo direttamente? «La Casa deve essere un presidio sanitario – spiega il presidente Roberto Bottaro – non ci siamo dati l’intento di gestire la struttura, né di ricevere rette; di questo si occuperà il Cres (Consorzio regionale servizi sociali), in cui operano le Cooperative Sociali che già assistono i nostri figli nei Centri Diurni, nel servizio a domicilio, nel trasporto». Bottaro ha collaborato con Nucci nella Segreteria della Consulta Provinciale per l’Handicap e poi ne ha ricevuto l’appoggio nella Consulta Regionale quando Nucci diventò assessore.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330608