News’s Weblog

Novembre 29, 2009

Cosentino, giunta Camera respinge richiesta arresto

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A chiedere l’arresto di Cosentino è stata la procura di Napoli, secondo cui il sottosegretario avrebbe avuto contatti con il clan camorristico dei Casalesi.

La procura partenopea si basa sulle dichiarazioni di pentiti che dice di aver verificato.

Rispetto alle richieste di dimissioni dalla carica di sottosegretario avanzate da alcuni esponenti del Pdl, in particolare da Italo Bocchino, Cosentino ha risposto che “è solo lui a chiederlo”.

Sulle dimissioni dell’esponente del Pdl — inizialmente indicato dal partito come candidato alla presidenza della regione Campania — il premier Silvio Berlusconi ha detto che non intende intervenire personalmente nella questione affermando che sono gli organismi del Pdl che devono riunirsi e decidere.

Fonte:

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5AO06D20091125

Aprile 14, 2009

Viaggio nella centrale nucleare dove «abita» il falco pellegrino

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Egl Italia – società del Gruppo svizzero Egl, sede a Genova, alla Fiumara, dal giugno del 2000 con l’obiettivo di operare sul mercato libero italiano dell’energia e del gas naturale – ha una partecipazione del 16 per cento nella centrale di Leibstadt. L’azienda, che si colloca fra i primi operatori nazionali del mercato energetico, in ambito commerciale e produttivo, e come primo importatore di energia elettrica, si dedica periodicamente allo sviluppo della conoscenza delle problematiche di settore anche tramite incontri e convegni specifici. Il più recente, dal titolo «Mercati e borse dell’energia in Italia», si è svolto a Milano, nei locali della Camera di Commercio Svizzera in Italia, ed è stato promosso in collaborazione con l’Aiget-Associazione Italiana Trader e Grossisti, e l’Efet-European Federation Energy Traders. Occasione dell’incontro sono stati i sei mesi dall’avvio della borsa dei derivati e l’imminente riforma del mercato: sono stati analizzati i risultati e le aspettative del settore trading di energia che inevitabilmente risente della congiuntura economica. Numerosi gli interventi di esperti del settore, e rappresentanti di enti, università e istituzioni tra cui Paolo Vigevano, Massimo Ricci , Angelo Biancardi, Nicolas Beltrand, Marco Andrea Cuel, Stefano Fiorenzani e Stefano da Empoli.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=343707

Agosto 4, 2008

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Luglio 16, 2008

Bush: «Ecco il mio piano Non voglio lasciare un’America al collasso»

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da MilanoI disoccupati aumentano al ritmo di 94mila al mese, l’industria dell’auto è in grave crisi, l’inflazione è in ripresa, il petrolio alle stelle e Wall Street perde il 20% dall’inizio dell’anno. Infine è arrivato il rischio di insolvenza per i due maggiori istituti finanziari attivi nei mutui. Se c’è un ambito degli affari di Stato nel quale George W. Bush si è espresso con parsimonia è l’economia. Non che la sua amministrazione di iniziative non ne abbia prese, soprattutto dal lato dei tagli alle tasse e dello stimolo ai consumi. Ma il presidente, che pur vanta, primo nella storia del Paese, un master in Business administration (conseguito ad Harvard) ha lasciato finora che sui temi economici si esprimessero soprattutto i tecnici. Le cose sono cambiate. Allo Stato ora tocca intervenire e lo stesso presidente ne parla alla nazione. Le difficoltà di Freddie Mac e Fannie Mae hanno infatti accelerato una crisi finanziaria e di fiducia che durava da molti mesi e di certo Bush, che ha ereditato un bilancio federale in surplus di 127 miliardi di dollari (mentre ora il deficit viaggia verso i 400 miliardi) e una disoccupazione ai minimi storici, vuole far di tutto per non finire il mandato con un’America sull’orlo del collasso economico. Così ieri Bush ha convocato a sorpresa una conferenza stampa, la prima dal 29 aprile scorso, per rassicurare la nazione e, soprattutto, i mercati. Innanzitutto il presidente ha insistito sulla validità delle iniziative messe in campo dal governo per fronteggiare la crisi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276356

Luglio 7, 2008

Riparte lo scontro sugli asili: presidi delle maestre davanti a Palazzo Marino

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Scontro tra Comune e maestre sul servizio a luglio negli asili: oggi riprendono le proteste. Non solo, annunciato anche uno sciopero il 24 luglio mentre restano confermate i sit-in ogni tre giorni a partire da martedì e i presidi tutti i lunedì e giovedì davanti palazzo Marino. La «guerra», dunque, continua. È il piano delle azioni di proteste deciso dai sindacati nel corso di un’assemblea della settimana scorsa nell’ambito della vertenza sui centri estivi di scuole e asili nido. «Per il bene delle educatrici vogliamo mantenere un profilo di legittimazione della nostra azione – aveva spiegato Tatiana Cazzaniga, della Cgil funzione pubblica -. Subiamo l’intervento della commissione di garanzia, riformuliamo perciò le nostre azioni e comunque i nostri legali stanno predisponendo una risposta al parere della commissione». Il Comune punta invece a dare continuità al servizio, come del resto richiesto dalle famiglie milanesi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274347

Giugno 28, 2008

Greggio a 141 dollari, borse sotto shock. Federpetroli: nuova soglia a 170

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Il nuovo record toccato giovedì dal petrolio sopra i 140 dollari al barile è già stato superato. Siamo già ai 141 dollari e nel frattempo le Borse di tutto il mondo hanno registrato una brusca battuta d’arresto, simile a un crollo. A innescare gli acquisti di greggio sono inizialmente state le dichiarazioni del presidente dell’Opec, che ha previsto un prezzo dell’oro nero fino a 170 dollari al barile entro l’estate; poi la tendenza si è accentuata su un nuovo indebolimento del dollaro e sulle minacce di possibili riduzioni dell’offerta di greggio da parte della Libia. Venerdì mattina l’ondata rialzista prosegue e il barile di West Texas Intermediate -scambiato sulla Borsa merci di New York e principale riferimento per i corsi petroliferi e che ieri aveva superato per la prima volta i 140 dollari – ha stabilito un massimo storico a 141,71 dollari. Ancora più elevato il livello toccato dal Brent, il petrolio estratto dal Mare del Nord e scambiato a Londra, che ha raggiunto 141,98 dollari. Intanto l’impennata del giorno prima ha fatto crollare Wall Street, soprattutto il Nasdaq, e in conseguenza il crollo si è diffuso sulle borse europee e asiatiche anche se senza coinvolgere – anzi sostenendo -i titoli energetici, tra cui anche Eni (in mattinata a Piazza Affari +0,77% a 23,59 euro), Saipem (+1,7% a 28,69 euro) e Tenaris (+2,95% a 22,7 euro). Secondo Michele Marsiglia , presidente di Federpetroli non è affatto impossibile che il petrolio arrivi a 170 dollari al barile.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76657

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