News’s Weblog

Agosto 27, 2008

Bimbo di 4 anni aggredito dai rapinatori

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Non si sono fatti scrupolo di aggredire e spingere a terra i clienti dell’ufficio postale che stavano rapinando. Tra la gente, però, c’era anche un bambino di appena quattro anni che è rimasto contuso. Scene di cieca violenza ieri mattina nello spezzino dove cinque uomini si sono fatti largo a forza tra la gente che affollava l’ufficio postale. Hanno raggiunto le casse e afferrato i soldi. Alcune persone, tra cui il piccolo che era in coda con il padre, sono rimaste leggermente ferite riportando contusioni. La paura, però, in quei minuti eterni di terrore, è stata tanta. Il «film» della rapina è stato ricostruito dai carabinieri. Siamo nel borgo di Ponzano Magra, ad un passo dal casello autostradale. In questa zona gli assalti verso le banche o gli uffici postali ormai non sono una novità. Ma quello di ieri è sembrato a tutti il più violento e che ha visto coinvolto un cospicuo numero di banditi. Ad agire, infatti, è stato un «commando» di cinque malviventi, forse albanesi, almeno stando alle testimonianze che hanno parlato di un accento straniero dell’Est Europa. Quattro della banda hanno fatto irruzione, verso le 11,30, nell’ufficio postale della frazione, il quinto complice era al volante dell’auto che aspettava fuori dall’ufficio postale con il motore acceso. Sono entrati uno alla volta, vestiti da operai, per dare poco nell’occhio. Hanno atteso all’ultimo minuto prima della chiusura per la pausa pranzo, sapevano che è un periodo in cui circolano molti contanti (ci sono anche le pensioni), ed erano certi che a quell’ora il piccolo ufficio sarebbe stato affollato (una dozzina i clienti) tra cui confondersi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286155

Giugno 27, 2008

Lo scaricabarile di Tremonti

Archiviato in: info news — Tag:, — freeblo @ 10:12 am

Inflazione programmata troppo bassa? Telefonate alla Bce. Il guizzo di Giulio Tremonti deve aver fatto sobbalzare Jean-Claude Trichet. I banchieri centrali, infatti, ci tengono all’autonomia di tutti. Delle banche e dei governi. Se è vero che la politica monetaria è oggi completamente nelle loro mani, è altrettanto vero che quella economica e di bilancio in Europa è solo nelle mani dei governi. Insomma, su quell’1,7% programmato per il 2009 Francoforte non ha poteri. Può spingere, avvertire, richiamare. In due parole: può esercitare la moral suasion. Ma non può affatto intromettersi. Neanche con una telefonata: sono i ministri a decidere. Tanto più un ministro che spesso cavalca battaglie da fare in Europa, come quella sui dazi. Figuriamoci se ha le mani legate su una materia di cui è titolare esclusivo. Nell’Unione in molti oggi si chiedono se la missione della Bce così concentrata solo sull’inflazione sia da modificare. Alcuni stati membri guardano all’esperienza della Fed che ha titolarità anche sulle politiche per la crescita. La politica e anche buona parte della ricerca economica si chiede se davvero oggi serva tenere a bada le dinamiche salariali per frenare un’inflazione tutta «importata» dalla speculazione finanziaria. Ma nessuno immagina che i governi siano sottoposti ai diktat della Bce in fatto di politica economica. Eppure quella del ministro non è solo una boutade: quell’uscita è tremontismo puro.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76524

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